Referendum costituzionale

Nel prossimo referendum costituzionale ci troveremo a scegliere sulla giustizia.

Si riportano di seguito i testi dei quesiti proposti sia da Camera e Senato che da Comitato per il NO che sta raccogliendo le firme per una iniziativa che porterebbe alla modifica del quesito e ad una diversa data per la consultazione.

Si inseriscono anche altri materiali per l’approfondimento.


 

Quesito proposto da Camera e Senato

Quesito proposto dal comitato per il NO

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025,

con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma1 e 110 comma 1 della Costituzione ?


30-10-2025 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – Serie generale – n. 253

SENATO DELLA REPUBBLICA

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare».

Art. 1. Modifica all’articolo 87 della Costituzione

1. All’articolo 87, decimo comma, della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente».

Art. 2. Modifica all’articolo 102 della Costituzione

1. All’articolo 102, primo comma, della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, le quali disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti».

Art. 3. Modifica dell’articolo 104 della Costituzione

1. L’articolo 104 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 104 — La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente. Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge. Ciascun Consiglio elegge il proprio vicepresidente tra i componenti designati mediante sorteggio dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. I componenti designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva. I componenti non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale».

Art. 4. Modifica dell’articolo 105 della Costituzione 1.

L’articolo 105 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 105. — Spettano a ciascun Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme sull’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati. La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, è attribuita all’Alta Corte disciplinare. L’Alta Corte è composta da quindici giudici tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, nonché da sei magistrati giudicanti e tre requirenti, estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie con almeno venti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. L’Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni. L’incarico non può essere rinnovato. L’ufficio di giudice dell’Alta Corte è incompatibile con quelli di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un Consiglio regionale e del Governo, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge. Contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata. La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell’Alta Corte e assicura che i magistrati giudicanti o requirenti siano rappresentati nel collegio».

Art. 5. Modifiche all’articolo 106 della Costituzione

1. All’articolo 106, terzo comma, della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo le parole: «della magistratura» è inserita la seguente: «giudicante»; b) dopo le parole: «materie giuridiche» sono inserite le seguenti: «, magistrati appartenenti alla magistratura requirente con almeno quindici anni di esercizio delle funzioni».

Art. 6. Modifica all’articolo 107 della Costituzione 1.

All’articolo 107, primo comma, della Costituzione, le parole: «del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «del rispettivo Consiglio».

Art. 7. Modifica all’articolo 110 della Costituzione

1. All’articolo 110, primo comma, della Costituzione, le parole: «del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun Consiglio».

Art. 8. Disposizioni transitorie

1. Le leggi sul Consiglio superiore della magistratura, sull’ordinamento giudiziario e sulla giurisdizione disciplinare sono adeguate alle disposizioni della presente legge costituzionale entro un anno dalla data della sua entrata in vigore. 2. Fino alla data di entrata in vigore delle leggi di cui al comma 1 continuano a osservarsi, nelle materie ivi indicate, le norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.


Dettaglio iniziativa del comitato per il NO

Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

 

RACCOLTA FIRME:  https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open


Avvenire 1 gennaio 2026 – Intervista a Giovanni Bachelet

https://www.avvenire.it/politica/csm-demolito-riforma-non-condivisa-perche-si-deve-votare-no-al-referendum_102666

C’è un gran bisogno di artigiani della democrazia

https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/ce-un-gran-bisogno-di-artigiani-della-democrazia_103155

Il referendum sulla Giustizia non si riduca a un derby

https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-referendum-sulla-giustizia-non-si-riduca-a-un-derby_102978

 

 

I 25 anni della cooperativa Fare del Bene

Il 15 dicembre del 2000, esattamente 25 anni fa è stato registrato, formalmente, l’atto costitutivo della Cooperativa Fare del Bene. Quindici persone, unite dalla voglia di rispondere alle esigenze di un territorio e spinti dall’esempio di Don Carlo hanno dato il via a quello che negli anni è diventato un punto di riferimento per tante persone.
Tra i soci fondatori e quello che sicuramente ha creduto di più in questo progetto è stato Giuseppe Corzani, – Pino – che diceva: “l’impegno è quello di far crescere un’impresa non a fini di lucro, ma con scopi sociali ed educativi, di condivisione e di accoglienza senza distinzione di nazionalità, cultura, religione e condizione psicofisica con particolare riferimento a chi si trova in stato di disagio, handicap, disturbo mentale, emarginazione socioculturale ed economica”.
Oggi, dopo 25 anni, possiamo dire che lo spirito con il quale siamo nati, gli ideali e gli intenti non sono cambiati: vogliamo continuare a contribuire, nel nostro piccolo, a dare dignità lavorativa a soggetti diversamente abili, a soggetti socialmente disagiati certi del fatto che si possa contribuire ad un miglioramento nella vita di ognuna di queste persone partendo da un’equità lavorativa e che questa possa trasformarsi in benessere sociale.
I ringraziamenti da fare sono troppi ma doverosi: partiamo dai Comuni che hanno voluto e sostenuto la Cooperativa, gli Enti, le Istituzioni, i privati che continuano a supportarci, ai nostri soci volontari, ai CdA che si sono susseguiti, ai soci lavoratori senza i quali tutto questo non sarebbe possibile, a chi, nel tempo, ci è stato accanto e ha fatto un pezzo di strada con noi. Purtroppo oggi qualcuno non è qui al nostro fianco per festeggiare questo bel traguardo ma sono sicura che possiamo continuare a rendere orgogliose queste persone continuando a fare ciò che facciamo tutti i giorni. Gandhi diceva che nessun uomo è inutile se allevia il peso di qualcun altro e credo che questo debba continuare ad essere lo spirito con il quale continuare il nostro percorso.

Maddalena

https://www.coopfaredelbene.it/

https://www.facebook.com/faredelbenecoop/

Assemblea 2025

Firenze, 08-09-2025

Cari amici,

è convocata l’Assemblea dell’Associazione Amici di don Carlo Zaccaro per il giorno domenica 5 ottobre 2025 alle ore 00.00 in prima convocazione e alle ore 10.30 in seconda convocazione presso la sede della Cooperativa Fare del Bene in via Palazzina, 1- Galeata.

Ordine del giorno:

1. comunicazione del Presidente,

2. approvazione bilancio consuntivo anno 2024 e preventivo 2025,

3. versamento quota associativa anno 2025,

4. Ricordo di Giuseppe Corzani.

5. elezione di un membro del consiglio direttivo,

5. proposte di iniziative di attività da parte dei soci,

6. varie ed eventuali.

Si ricorda che, così come previsto dallo Statuto, ogni associato può rappresentare, per delega, non più di due associati e saranno ammessi al voto solo i soci in regola con il versamento della quota associativa per l’anno 2025 (20,00 euro).

I Soci sono invitati a far pervenire alla sede dell’Associazione (Via Anton Maria Salvini, 3 rosso 50133 Firenze, per e-mail a info@amicidoncarlozaccaro.it) le proprie proposte in modo da poterle presentare in assemblea.

Si richiede la massima partecipazione a questo nostro incontro, tenuto conto che lo Statuto,

all’art.13, prevede che “l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno

degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti”.

Il presidente

Roberto Funghi

Mario Primicerio

Lüneburg 21.06.2025

Carissimi amici,
a volte faccio fatica a realizzare che con qualcuno di voi ci conosciamo da oltre quaranta anni.
È questo il caso del nostro amico Mario, il Professor Primicerio, conosciuto in un incontro alla mensa della Scuola Professionale dell´Opera in via Don Giulio Facibeni a Rifredi.
Era una sera di Primavera del 1983, io ero al primo anno di Università e quella sera si dava corso ai nostri incontri settimanali su temi diversi. Il tema in programma era di ampio respiro con relatori scelti, tra i quali anche il Professor Primicerio: „sviluppo dei popoli tra guerra e pace“. Tema eterno, e dibattuto ad ogni livello, tanto attuale come cruciale anche oggi.
Tra i punti toccati ovviamente anche la dottrina sociale della Chiesa. Vale a dire, come la Chiesa si pone di fronte a tali problemi che, come dicevo, sono attuali e cruciali anche oggi. Mi ricordo bene a tal proposito alcuni passi della sua conversazione con chiari richiami a concetti relativi ai documenti del Concilio Vaticano Secondo come anche alla Enciclica Populorum Progressio di Papa Paolo VI che, anche se non documento del Concilio, è chiara espressione della posizione della Chiesa su pace, convivenza trai i popoli e loro sviluppo. Temi cari da sempre a tutti.
Le parole del Professor Primicerio, chiarissime, su come indispensabili sono le direttive morali della dottrina della Chiesa che con continuità si esprime sul concetto che non ci può essere pace senza il progresso di tutti popoli, sono attualissime in un mondo, come il nostro, che non sembra più ascoltare i messaggi dei Papi.
Don Carlo alla fine della conversazione me lo presentò. Infatti, Don Carlo ci teneva particolarmente che io lo conocessi perché, con evidenti differenze, ci occupavamo di qualcosa che ci assimilava. Mario, era Professore di Meccanica Razionale, branca della matematica applicata, tanto importante e fodamentale anche per gli studi di ingegneria, che io, come novello studente di questa disciplina, mi accingevo ad intraprendere.
Tuttavia capii subito che la intenzione di Don Carlo era più profonda ed andava ben oltre la Meccanica Razionale, sepure importante. Questo era evidente proprio dai contenuti del suo intervento che poco avevano a che fare con la Mechanica Razionale. Tuttavia questi temi, per come trattati, si avvalevano della struttura logica, e proprio razionale, come dalla sua denominazione, di questa disciplina, per elevarsi a temi che apparentemente sembrano essere solo all´appannagio spesso, almeno storicamente, di altre discipline.
La sua chiarezza e l´uso di categoirie logiche applicate a temi e problemi di portata epocale affiscinò tutti noi. Problemi che coinvolgono anche oggi convivenza dei popoli, perché, chiamati ad un destino comune, come ci ricordò lui quella sera usando paradigmi logici e profetici al tempo stesso. Tutto ciò risuona anche oggi forte come allora nella mia memoria.
Quello che Don Carlo mi voleva indicare con Mario era l‘esempio di uomo di scienza matematica, tuttavia impegnato su temi che dovrebbero coinvolgere tutti noi indipendentemente dal nostro mestiere o dalla nostra formazione.
Non a caso al seguito del Professor Giorgio La Pira in varii progetti e tra i suoi primi impegni internazionali ufficiali è da ricordare il suo viaggio nel 1965 ad Hanoi. In questo viaggio insieme con il Professor La Pira si recarono in visita da Ho Chi Minh dopo una lunga ed articolata preparazione dell´incontro per tentare una proposta di pace. Nel lungo viaggio Mario tenne, in varie città dove fecero tappe, anche lezioni di Meccanica Razionale come Visiting Professor presso varie Università. Questo chiaro esempio profetico, e quindi di Fede, e se vogliamo, di integrazione di linguaggi apparentemente scorrelati tra loro ma insieme con il proposito di un impegno comune per la comunicazione tra popoli e culture diverse. Culture diverse accomunate e accompagnate comunque da due possibili linguaggi comuni come comuni a tutti i popoli: quello della Razionalità e quello della Fede.
Si può pensare in questo contesto ed in questa vicenda profetica alla razionalità come ad una proposta di commensurabilità, ovvero la possiblità di avere una „misura comune“ che aiuti in uno scambio a tutti i livelli come strada possibile per una convivenza migliore tra culture diverse, ma tuttavia „misurabili“ overo compresibili a vicenda…per una Pace Possibile!
Ci siamo incontrati varie volte nel nosto cammino, di nuovo alla mensa e qualche volta anche a Villa Guicciardini in occasioni di varia natura. Proprio a Villa Guicciardini per i nostri incontri settimanali su dibattiti relativi a temi di carattere sociale e culturale ci eravamo rivisti varie volte. Un´altra volta, lo ricordo con chiarezza, a casa della Tina che viveva proprio nello stesso palazzo. Un incontro in famiglia diciamo, nel quale non mancarono tuttavia le sue formidabili analisi su pace e sviluppo dei popoli.
Mi ricordo anche una volta in cui io ero alla biblioteca alla facolà di Ingegneria dove studiavo, lui si avvicinò a me per un saluto caloroso. Si trovava li per assistere ad un seminario di matematica.
Curiosamente, di recente, occupandomi di modelli matematici, tanto cari a Mario in diversi scenari della scienza, ma in particolare della scienza medica, ho trovato estremamente interessante un lavoro dal titolo „Pandemic fatigue impact on COVID-19 spread: A mathematical modelling answer to the Italian scenario“.
Si tratta di un lavoro scrtto a quattro mani e pubblicato su „Results in Physics“ nel 2021 che mi ha fatto ripensare alla sua vita esemplare e alla proposta di Don Carlo, che nel lontano 1983 me lo presentò come chiaro esempio di uomo di scienza, ma non di quelli avulsi, e quindi per questo „stanchi“ della realtà che viviamo, bensì presente e chiaramente cosciente della necessità che ognuno di noi, indipendentemente dal nostro bagaglio culturale, sociale, lavorativo, dovrebbe avere nell´impegno per una società ed un mondo migliore.
Questo articolo chiaro è un contributo su un problema comune a tutti e che diventa per questo molto di più di un contributo bensì una testimonianza che è proprio l‘impegno diretto su problemi comuni!
Questa è anche Politica che non si fa solo nei partiti o nelle istituzioni, ma la si fa in ogni manifestazione del nostro vivere.
Mario ci dice come l´uomo, attraverso il suo lavoro, e non importa quale, ma sicuramente attraverso quel „I care“ ovvero quel „io mi interesso“ (slogan tanto caro anche a Don Lorenzo Milani) contribuisce a costruire una società ed un mondo migliore partendo da dove può operare nella sua prossimità.
La Scienza, come diceva lui, non è progresso se non è per tutti e se non guarda ai bisogni di tutti e se lo scienziato non guarda a l´uso che si fa di questa.
Con il suo chiaro e coraggioso esempio di uomo di scienza ricorda, non solo agli uomini di scienza, richiamandoli ad un umanesimo scientifico che è fatto di impegno morale, bensì ad ognuno di noi le responsabilità che abbiamo.
Infatti, soprattuto ripensando a quel primo incontro di cui accennavo all´inizio, lui ricordava che l´impegno ad interessarsi, quel „I care“ che, indipendentemente da quello che facciamo e da ciò che abbiamo imparato, è dovere non solo „civico“, ma molto di più, un dovere umano.
È quell´umanesimo che parte dalla Civitas, dalla Città dove gli uomini si incontrano e dove comunicano. Dove lavorano e studiano, dove le culture dei popoli si incontrano per costruire un destino comune.
Il tema della Città, caro al Professor La Pira come anche a Mario, tanto che la storia di Firenze li vide entrambi Sindaci di questa meravigliosa Città, mi fa ripensare ad un altro fondamentale momento in cui ho avuto la fortuna di incontrarlo.
Infatti, come non ricordare, a questo proposito, un suo bellissimo intervento ad un convegno di Testimonianze, quelli promossi da Padre Balducci che si svolgevano presso il Palazzo dei Congressi di Firenze. Tema proposto da Mario: le Città d´Arte. Al convegno mi ricordo bene era presente anche il nostro amico Roberto che sicuramente si ricorderà di questo.
La Città come patrimonio umano perchè, come ci indicò quel giorno con il suo linguaggio logico e profetico al tempo stesso,…“gli Stati con i loro confini, come pure le Nazioni, scompariranno, ma le Città rimarranno sempre a testimoniare la loro umanità e accoglienza come incontro di popoli e culture“.
Lo riconosco chiaramente in quell´ umanesimo integrale che Don Carlo spesso ci ricordava, e che lui stesso testimoniava direttamente, è il più forte connubio, tanto mai coraggioso quanto difficile, tra Fede e Ragione. In un tempo come il nostro, che sembra aver dimenticato entrambe queste due componenti vitali, grande è questo messaggio.
In un tempo come il nostro gravato da ingiustizie e guerre in cui fa da amalgama la nostra mediocrità confusa ed impaurita. Fede e Ragione, tema caro non solo alle filosofie, bensì tema di vita personale per ognuno di noi. Come diceva Don Carlo: „la Fede senza la Ragione è zoppa, ma la Ragione senza la Fede è niente“.
Grazie anche Mario che partendo dall´insegmanto seminale del Professor La Pira ce lo hai ricordato e trasmesso ancora una volta, ma soprattutto testimoniato con forza in tutti i campi dove Dio ti ha dato la possibilià di operare!
Vorrei ripeterlo parafrasando ancora il suo finale di quel giorno al congresso di Testimonianze perché non l´ho mai dimenticato ed in qualche misura l´ho fatto mio nel mio percorso di vita personale:
….compito delle Città, e quindi compito nostro, compito di ognuno di noi, per un nuovo umanesimo e cultura della Città, è quello di aprire ancora di più le sue „Porte“ ad una cultura di accoglienza …infatti le città sono casa nostra, le città sono lo specchio del nostro sentire umano, mentre gli Stati, con i loro confini, spesso artificiali, e anche le Nazioni con le loro sovrastrutture rischiano di dividere, rischiano di separare…invece che unire…
…e quindi compito nostro è conoscere i popoli e le loro Città, perché gli Stati, come le Nazioni, scompariranno….ma le Città con le loro culture di umanesimo rimarranno per sempre, perchè, lo ripeto, le Città sono casa nostra, se sapremo aprirle al mondo, e quindi come la Gerusalemme Celeste, simbolo di un nuovo ordine di cose nonché simbolo della nuova Città con il suo nuovo ordine di grazia e di misericordia instaurato da Dio, sarà il nostro destino, ma questo
come ci ricordò varie volte durante il suo intervento attingendo alla profonda razionalità di Sant’Agostino,
….. „rimaranno per sempre…ma solo se noi lo vogliamo“

Grazie a Mario!

Vostro Paolo Mercorelli

Giuseppe Corzani

Questa notte è morto Giuseppe Corzani.

Un abbraccio ai suoi familiari da tutti noi dell’associazione.

Un ringraziamento al Signore per avercelo donato.

Lo abbiamo conosciuto come un ragazzo di don Carlo, come vicepresidente della nostra associazione e come presidente e anima della Cooperativa Fare del Bene.

Gli abbiamo voluto bene e ci ha voluto bene.

 

Per ricordarlo riportiamo di seguito un suo scritto nel quale parla di don Carlo, ma parla anche della sua vita.

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Giuseppe Corzani

In questi dieci anni di separazione da Don Carlo, dopo cinquant’anni di frequentazioni pressoché costanti, (don Carlo continuava a chiamarci i suoi ragazzi anche al sottoscritto che ormai da un po’ è solo un giovane onorario) quasi quotidianamente ho avuto modo di fare riflessioni sui suoi insegnamenti, sui suoi comportamenti , sulle sue indicazioni e consigli,  che spesso davanti alla necessità di assumere decisioni mi sono venuti a mancare.
Mi mancano le sue telefonate dagli orari impossibili,  chiamava quando gli veniva in mente una cosa : dal mattino all’alba alla sera tardi.
Potrei incominciare a raccontarvi da quando l’ho conosciuto nel 1960 a Firenze, io che venivo da una frazione di San Piero in Bagno ed il massimo di spostamenti fatti erano quelli per andare dietro la macchina da trebbiare il grano, che non ero mai entrato in un bar e che quando don Carlo mi portò , in vespa, a prendere una cioccolata calda in una pasticceria in piazza SS.Annunziata a ripensarci mi sento ancora la lingua e la bocca bruciare.
Forse il racconto di molti aneddoti non sarebbero molto diversi da quelli che potrebbero fare i molti giovani che l’hanno conosciuto e che sono stati con lui a : Villa Lorenzi, Villa Guicciardini o alle Casette.
Per chi come me,  che sono orfano di padre fin dalla nascita, Don Carlo non è stato solo un educatore , ma un babbo e come tale è sempre stato presente nei momenti felici e più tristi della mia vita:  dal matrimonio , allo sposalizio del figlio, al funerale della mamma.
Certamente tanti sono gli aspetti, i valori, i comportamenti, gli esempi che hanno influito nella mia crescita ed educazione, quello però di cui vado più fiero ed orgoglioso è la “coerenza” assieme alla tolleranza ed al rispetto di tutti.
Don Carlo oltre ad un grande prete, ed io dico anche Santo, era un grande politico, con una profonda passione per la Politica con la ” P” maiuscola.
Passione che mi ha trasmesso anche con gli innumerevoli incontri che don Carlo  organizzava con noi figlioli negli anni sessanta con personaggi della politicae della cultura: La Pira, Pistelli, GianPaolo Meucci, il prof. Pieraccioni, Ettore Bernabei, padre Balducci, e qualche visita anche a Barbiana da don Milani e altri.
Così negli anni ottanta ho abbandonato la mia professione , legata al mio titolo di studio, e mi sono dedicato ad impegni: prima di politica amministrativa poi di politica economica per poi approdare a quella più di carattere sociale. A don Carlo questa cosa piaceva molto, credo che se ne beasse come un padre farebbe con un figlio che realizza il sogno che a lui non è riuscito.
Gli piaceva, quando eravamo assieme, sentire il mio pensiero sugli accadimenti o su personaggi del momento.
Come molti sanno ho fatto politica nella prima Repubblica nel PRI di Ugo La Malfa e di Giovanni Spadolini.
Don Carlo aveva con Giovanni Spadolini un rapporto molto speciale che risaliva agli anni della resistenza, con una storia molto particolare che aveva portato Spadolini ad essere legato e riconoscente a don Carlo; anche la sua venuta a Galeata, da Presidente del Consiglio ad inaugurare il monumento a don Giulio Facibeni, realizzato da Puzzolo, fa parte di questa riconoscenza.
Don Carlo amava la politica , se non fosse diventato sacerdote sicuramente avrebbe fatto parte del gruppo di giovani e meno giovani frequentatori di don Bensi: Fanfani,La Pira, Galloni, Bernabei, e amici della FUCI , quali Andreotti, Cossiga e Scalfaro.
Mi raccontava che già prete dell’Opera il Padre lo utilizzava per le sue conoscenze e rapporti nel mondo politico, alla richiesta a don Giulio se riteneva che se non avesse fatto il prete avesse potuto fare il ministro, il Padre con voce flebile gli rispose ” il ministro non lo so, ma il sottosegretario di sicuro”.
Ancora più commovente è il racconto di quando assieme al Padre convinsero Giorgio La Pira a presentarsi candidato sindaco alle elezioni amministrative di Firenze dopo avere detto di no a tutte le sollecitazioni di politici e personaggi vari.
Il Padre lo convinse senza parole ma solo con lo sguardo.
La Pira accettò la candidatura , vinse le elezione e fu uno dei più grandi sindaci di Firenze.
Mi sono soffermato su questo racconto anche se non inedito in quanto la Fioretta Mazzei lo ricorda nei suoi scritti, ma perchè don Carlo lo riporta con maggiore dovizia di particolari in una lettera che mi scrisse l’undici febbraio del 2009 per sollecitarmi a tornare a fare politica ed a candidarmi per le amministrative di Galeata.
La lettera concludeva:”Si licet parva componere magnis (se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi), si ripete lo stesso bisogno.
Galeata non può subire l’onta di una amministrazione leghista che calpesterebbe la seminazione effettuata con il sacrificio della vita di don Facibeni e violenterebbe l’immagine di Dio che è l’uomo con i suoi insopprimibili diritti. Purtroppo non è più l’ateismo a contrastare la pace, ma l’idolatria della ricchezza.
Non è quindi un gioco di partiti in gara fra loro per acquisire più potere, ma è un contrastato fondo di natura culturale.
Se seguitiamo a perdere posizioni la risalita sarà sempre più difficile fino a diventare impossibile.
Pino occorre che tu pianti la piccozza e si faccia una bella cordata perchè prevalga quello che ci ha insegnato il Padre.
Pregherò La Pira perchè aiuti la tua decisione
.Grazie un abbraccio don Carlo. ”
Io per una serie di motivi : personali, famigliari ed anche partito/politici per l’unica volta non ho dato retta a don Carlo.
Le preghiere sono andate comunque a buon fine, a Galeata la xenofobia non è passata alle elezioni, ma continua a non passare neanche nella comunità che riesce a convivere pacificamente anche con una presenza di circa il 30% di extracomunitari residenti ed il 50%di alunni, giovani e studenti.
Per don Carlo, però la politica non è stata solo una passione e anche da sacerdote spesso ha svolto missioni o è stato incaricato di aprire e costruire rapporti importanti.

Nel 1974 , fu incaricato di verificare con le segreterie del P.C.I. di Berlinguer e del P.S.I. di De Martino se ci potevano essere le condizioni per non arrivare al referendum sul divorzio che avrebbe certamente diviso il Paese.
Riporta un libro edito dal Mulino, – Gian Franco Pompei (1994)  Un ambasciatore in Vaticano – che un prete Gesuita, don Carlo Zaccaro,  era riuscito a trovare le condizioni per un accordo, con la sinistra, che in qualche modo poteva essere superato il referendum, ma Fanfani imperterrito non ascoltando ne il Vaticano ne una gran parte del suo partito volle andare alla conta, tutti conosciamo il risultato che portò grande rammarico e turbamento specie nel mondo cattolico, ma non solo.

La mattina che don Carlo seppe dell’uscita del libro con tale affermazione mi chiamò per sentire il mio parere in merito alla necessità o meno di una sua smentita circa l’affermazione non corretta di ” Prete Gesuita “, seguì una lunga disquisizione fra: Gesuiti, Salesiani, Ciellini ed amici suoi dell’ Opus Dei: Ettore Bernabei e Pieruigi Spadolini l’architetto fratello di Giovanni.
Potrei continuare con esempi più pratici e più recenti, quando per perorare la causa degli aiuti per le iniziative in Albania al Ministero degli esteri gli procurarono un incontro con un sottosegretario di Rifondazione Comunista che incontrò a Reggio Emilia,
Mi chiamò quando era in sala d’attesa per chiedermi se lo conoscevo e per manifestarmi le sue preoccupazioni e perplessità circa l’opportunità che un prete incontrasse un ultra comunista, poi mi richiamò subito dopo l’incontro, entusiasta per la disponibilità, la preparazione e la conoscenza dei problemi, che aveva riscontrato nel sottosegretario.
Era un esempio per supportare quanto detto all’inizio circa il rispetto per tutti che don Carlo ci ha sempre insegnato senza guardare credo politico, religioso e culturale, la sua grande attenzione a non mettere mai alcuno in imbarazzo.
Più di una volta mi è capitato di essere a pranzo o cena con commensali non cattolici, ed alla sollecitazione per la preghiera don Carlo rispondeva . già fatto, tutto a posto buon appetito.
Così come quando dopo di avere deciso di fare una cooperativa sociale a Galeata discutendo sul nome da dare e sentiti i suggerimenti : don Facibeni, Madonnina del Grappa don Carlo mi disse: noi con questa cooperativa dobbiamo aiutare chiunque abbia bisogno e non possiamo quindi mettere in imbarazzo alcuno con l’adesione a ad una cooperativa con un nome di tipo confessionale.
Noi dobbiamo solo fare del bene a chiunque ne abbia bisogno.
Decidemmo di chiamarla : FARE DEL BENE.
Questo è il mio piccolo contributo per ricordare don Carlo a dieci anni dalla sua ascesa in cielo, questo grande prete non solo per le sue opere che sono patrimonio di tutti, ma anche per i suoi insegnamenti, per la sua vitalità per la sua curiosità, il suo assiduo impegno e per essere sempre stato un primatista dell’amore verso il prossimo tanto più se ultimo.
Per concludere, anche se non vorrei farlo, permettetemi di riportare le motivazioni di un premio, fra i tanti, che gli fu assegnato nel 2008.
” Sacerdote illuminato, uomo meraviglioso, faro di bontà, sempre disponibile per tutti, specie per gli ultimi.
Don Carlo ha dedicato la sua vita di sacerdote, di uomo, di docente, per il bene del prossimo bisognoso nei suoi vari aspetti: morali, spirituali, religiosi, sociali, riabilitativi, materiali e caritativi.
Convinto secondo gli insegnamenti di Don Facibeni che un buon cittadino deve avere cultura, spiritualità, professionalità, disponibilità e amore per tutti, si è impegnato con tutto se stesso per tutta la sua vita nel compito di soccorrere ed educare il- Prossimo bisognoso – senza alcuna limitazione di tempo, luogo, etnia, religione e ceto sociale.
incurante della fatica, della sua età, della sua salute, dei luoghi pericolosi, ha rischiato persino la la sua incolumità personale per -Fare del Bene-
Esempio luminoso di grande testimonianza civile e religiosa di altissimo livello .
Che Dio gli renda merito.Una risposta a “Don Zaccaro rivive nella memoria 10 anni dopo

 

Mario Primicerio

30 Maggio 2025

E’ morto la notte scorsa Mario Primicerio  ex sindaco di Firenze.

Storico collaboratore di Giorgio La Pira, che accompagnò, allora giovane professore, anche nel celebre viaggio ad Hanoi nel 1965 quando il ‘sindaco santo’ incontrò Ho Chi Minh, Primicerio è stato tra i fondatori della Fondazione La Pira di cui ha ricoperto la carica di presidente fino al 2022.

La salma sarà esposta domani 31 maggio dalle 8 alla Misericordia di Rifredi, alle 15 le esequie in Pieve.

 

Primicerio: domani il funerale. Il ricordo del vescovo Gambelli

Primicerio: il ricordo delle associazioni cattoliche

Primicerio: il cordoglio del mondo della politica

 

Sabato 17 maggio alle ore 11 Messa per don Carlo Zaccaro

Sono ormai passati 15 anni da quando don Carlo ci ha lasciati (15/05/2010).

Il suo ricordo e la gratitudine per ciò che ci ha trasmesso sono sempre più presenti e vivi nelle tante persone che lo hanno incontrato.

Un invito a tutti quelli che lo hanno conosciuto a partecipare alla Santa Messa che verrà celebrata da don Ernesto Lettieri

nella Chiesa di San Michele Visdomini a Firenze

Sabato 17 maggio alle ore 11

Un invito veramente a tutti, anche a quelli più lontani, a incontrarci a Firenze.

Un invito ad ognuno ad estendere l’invito a tutti gli amici vecchi e nuovi.

Un fine settimana a Firenze all’insegna dell’amicizia e di ciò che ci ha resi quello che oggi siamo per ricordare e testimoniare la ricchezza di vita e la gioia che ci è stata trasmessa.

La chiesa di San Michelino è stata un punto di riferimento importante nell’esperienza cristiana di don Carlo.

A San Michelino era parroco don Bensi alla cui figura è legata la vocazione di don Carlo e a San Michelino ha incontrato da giovanissimo La Pira e tante figure del laicato fiorentino che sono state punti di riferimento nella sua vita di cristiano e di prete.

Dopo la messa troveremo il modo di fare uno spuntino per passare ancora un po’ di tempo insieme. Presto notizie più precise.

23 marzo messa per Carlo Casini

IL 23 marzo saranno 5 anni dalla morte di Carlo Casini.

A Firenze nella Basilica della SS. Annunziata verrà celebrata una messa in suffragio alla quale tutti gli amici sono invitati a partecipare

    • 23 marzo, ore 11:30 Basilica della SS. Annunziata

 

Il 22 marzo ci sarà invece a Roma all’Università Cattolica  la giornata di spiritualità “In cammino con Carlo Casini testimone di speranza”

https://centropastorale.unicatt.it/news-ed-eventi/roma/2025/Giornata-di-spiritualita-In-cammino-con-Carlo-Casini.html

Convocazione assemblee 28 febbraio 2025

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA PER MODIFICA DELLO STATUTO

Firenze, 04-02-2025

Cari amici,

è convocata l’Assemblea straordinaria dell’Associazione Amici di don Carlo Zaccaro per il giorno 28 febbraio alle ore 0,00 in prima convocazione e alle ore alle ore 17,30 in seconda convocazione presso lo studio del notaio Marco Casini in Via delle Mantellate, 9 a Firenze.

Ordine del giorno:

1. comunicazione del Presidente;

2. modifica dello statuto;

Si ricorda che, così come previsto dallo Statuto, ogni associato può rappresentare, per delega, non più di due associati e saranno ammessi al voto solo i soci in regola con il versamento della quota associativa.

I Soci sono invitati a far pervenire all’Associazione le loro proposte in modo da poterle presentare in assemblea.

Si richiede la massima partecipazione a questo nostro incontro, tenuto conto che lo Statuto, all’art. 14 prevede che “Per deliberare le modifiche da apportare allo statuto al regolamento occorre la presenza di ameno tre quarti degli associati”.

IL CONSIGLIO DELL’ASSOCIAZIONE

Roberto Funghi
Giuseppe Corzani
Francesca Innamorati
Chiara Bencini
Andrea Gardani
Giovanni Golia
Paolo Meucci
Riccardo Lo Parrino
Carlo Zappia

SCARICA DELEGA

Per il rinnovo della quota associativa:
IT 50 N 03599 01899 050188525462
CCRTIT2TXXX


CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA

Firenze, 04-02-2025

Cari amici,

è convocata l’Assemblea ordinaria dell’Associazione Amici di don Carlo Zaccaro per il giorno 28 febbraio alle ore 18,00 presso lo studio del notaio Marco Casini in Via delle Mantellate, 9 a Firenze.

Ordine del giorno:

  1. comunicazione del Presidente;
  2. elezioni membri del Consiglio;
  3. proposte di iniziative di attività da parte dei soci;
  4. varie ed eventuali.

Si ricorda che, così come previsto dallo Statuto, ogni associato può rappresentare, per delega, non più di due associati e saranno ammessi al voto solo i soci in regola con il versamento della quota associativa.

I Soci sono invitati a far pervenire all’Associazione le loro proposte in modo da poterle presentare in assemblea.

Si richiede la massima partecipazione a questo nostro incontro, tenuto conto che lo Statuto, all’art.13, prevede che “l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti”.

IL CONSIGLIO DELL’ASSOCIAZIONE

Roberto Funghi
Giuseppe Corzani
Francesca Innamorati
Chiara Bencini
Andrea Gardani
Giovanni Golia
Paolo Meucci
Riccardo Lo Parrino
Carlo Zappia

SCARICA DELEGA

Per il rinnovo della quota associativa:
IT 50 N 03599 01899 050188525462
CCRTIT2TXXX